Il prossimo hashtag dopo #fuorileliste

E sapete che c’è?
Alla faccia di quelli che pensano male dei social e sono tanti. Che ti guardano strano se trovano la schermata di Facebook aperta sul tuo portatile come se invece di lavorare stessi “facendo il solitario”, che storcono il naso se stai con il tuo smartphone a un evento e pensano che invece di seguire l’evento fai i cavoli tuoi e sei una maleducata e sono tanti pure questi.

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Organizzandoci la sera prima su Facebook, abbiamo fatto partire insieme, ieri, noi fundraiser, grazie all’idea di Daniela Motti, l’hashtag creato da Fabio Ceseri, la grafica da Mattia Dell’Era, una campagna social denominata #fuorileliste e rivolta all’Agenzia delle Entrate che teneva blindate le liste del 5 per mille 2013. Sì, 2013, non è un errore di battitura. Questi sono i tempi di informazione sulle firme del #5permille. L’anno scorso, il 9 aprile 2014, sono usciti i risultati del 2012 e quest’anno niente. Buio fitto.
Passano anni per sapere, passano anni per avere. Ma noi del terzo settore cosiddetto il primo, non ci scoraggiamo e speriamo che prima o poi cambi verso anche per noi. E speriamo di avere tempi certi di erogazione del dovuto e magari, chissà, addirittura certezze su chi sceglie di mettere quella firma nella propria dichiarazione dei redditi. Un gesto che è alla base del nostro lavoro di fundraiser: conoscere i propri donatori.

Nel frattempo non viviamo di speranze e facciamo il nostro lavoro a testa bassa, anche sui social, in mille altri ambiti.

Il tweet bombing di ieri ha prodotto un doppio risultato “in diretta”: a un certo punto della giornata l’Agenzia delle Entrate ha promesso che le liste sarebbero uscite la prossima settimana, poi in serata, eccole online, con l’immancabile tempestiva comunicazione di Carlo Mazzini. Erano dati pronti da mesi, mancava solo l’upload.

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Amanda Levy al Festival del Fundraising e il caso Laxmi, una ragazza che ha fatto cambiare la legge su attacchi con acido in India

Hai fatto bene Agenzia delle Entrate a darci ascolto.
Ora però abbiamo una consapevolezza. Che usare i social e stare tutti compatti può cambiare le cose. Come ci ha fatto capire in modo entusiasmante Amanda Levy al Festival del Fundraising raccontandoci di change.org.

Amici e colleghi fundraiser. C’è una cosa che non ci piace e sulla quale dovremmo “puntare” le nostre attenzioni. Riguarda sempre il 5 per mille e l’idea infelice di allargare la platea dei suoi beneficiari mettendo il mondo del nonprofit in una competizione fratricida con quello della scuola.
Io comincerei a pensare a un hashtag.

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