SU DI ME

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Archivio dei diari
Mario Perrotta
Progetto Ligabue

la mia associazione di volontariato:
Promemoria

sono iscritta a:
Assif – Associazione italiana fundraiser

ALTRO SU DI ME
Nata a Pieve Santo Stefano il 7 febbraio 1963 ho fatto lo scientifico evidenziando una gran passione per la matematica, mia materia preferita nella quale eccellevo al punto che la mia professoressa si aspettava che mi sarei iscritta a matematica all’università. Un conoscente della mia famiglia mi aveva già offerto un lavoro a Firenze in una grossa ditta di informatica ancora prima di finire il liceo. E Firenze era una città nella quale mi sarebbe piaciuto vivere…

Ma appunto, a dimostrazione che ho sempre avuto idee molto chiare sulle mie attitudini, non ho fatto l’università, non ho accettato il lavoro informatico e mi sono iscritta a una scuola di fisioterapia, a Siena, che mi è risultata del tutto inutile per il mio futuro.
Mi sono pentita di non aver fatto l’università, devo ammetterlo. Ma gli anni senesi sono stati parecchio divertenti, complice il fatto che la scuola di fisioterapia non era molto impegnativa. È stato un periodo caratterizzato dalla passione per il cinema che spesso mi faceva sognare di diventare un critico cinematografico. Mi sono mantenuta gli studi andando a lavorare in una fabbrica di maglieria nei mesi estivi, dove ho imparato a cucire, che è un’altra delle cose che mi piace fare.

Diplomata fisioterapista con il massimo dei voti ho pure tentato la strada della professione paramedica aggirandomi con camice bianco fra i corridoi di un ospedale dove ho fatto un allucinante tirocinio: la mia specializzazione era ortopedica e traumatologica ma erano i pazienti a confortare me che rimanevo atterrita dai disastri ai quali il destino li aveva sottoposti. Ho capito che quella non era la mia strada e, mentre mio padre si ostinava a recuperarmi nel raggio di 300 chilometri tutti i bandi di concorso pubblici per “terapista della riabilitazione”, io appendevo il camice al chiodo, mettendomi a fare la volontaria per l’Archivio dei diari. Il volontariato si è poi trasformato in una lunga appagante professione.
La Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano è stata al centro dei miei interessi personali e professionali dal 1987 e ancora oggi è lì, un punto fermo nella mia vita, anche se un po’ di cose sono cambiate.

Grazie al volontariato teatrale fatto in parallelo con l’associazione culturale Antiche Prigioni, che ho contribuito a fondare e che ho presieduto per dieci anni, ho imparato ad amare il teatro, un linguaggio di comunicazione straordinario. Ho recitato, organizzato, partecipato a progetti di vario tipo e ho potuto esprimere la mia attitudine come costumista teatrale. Gran bel mestiere!

L’Archivio dei diari, straordinaria occasione di crescita professionale, mi ha insegnato tantissime cose, complice una spiccata curiosità in ambiti molto diversi fra loro che è la mia croce e delizia (mia nonna diceva che “a saperne fare troppe”…). Ho fatto la direttrice organizzativa, la photoeditor della rivista Primapersona, la contabile e l’amministratrice,  ho imparato il linguaggio html grazie a corsi di Aib-web e mi sono messa a gestire i siti dell’Archivio oltre che a curarne i contenuti, ho scritto articoli, prefazioni, curato libri, realizzato mostre e installazioni, ho firmato la direzione artistica di alcune edizioni del Premio Pieve, uso internet più del pane quotidiano e non vado in crisi davanti a un nuovo software e a un computer che fa i capricci. Però a un certo punto mi sono scocciata di passare molti minuti dietro a un computer che fa i capricci e ho cambiato sistema operativo. 

Le mie passioni sono scrivere, curare libri, cucire, fare fundraising, progettazione, mi piace il teatro e la fotografia. E non riuscirei più a fare a meno di internet. Per mille ragioni. La più importante è che dall’inizio del 2010, dopo aver lasciato l’Archivio dei diari come lavoratrice dipendente, ho deciso di aprire una ditta – la dueL di Veri Loretta – che ha trasformato in lavoro autonomo tutte le mie passioni. Il nome ha un doppio significato e una doppia possibilità di lettura:  duel nel senso di duello (sono una combattiva, che vogliamo fare?) e due-ELLE perché la seconda L della ditta è quella di Luigi Burroni, mio marito e compagno da una vita. La dueL lavora da casa, perciò senza internet posso dire che praticamente non esisterebbe!

Sempre agli inizi del 2010 ho voluto fondare anche un’associazione di volontariato che si chiama Promemoria e che già dal nome tradisce il suo scopo statutario: la valorizzazione della memoria individuale e collettiva. Promemoria si pone fra i suoi principali obiettivi, la collaborazione con l’Archivio dei diari.

E per finire è arrivata la collaborazione con Mario Perrotta che ha contribuito ancora meglio a dare significato al nome che ci siamo scelti Luigi e io per la nostra piccola impresa famigliare. Adesso siamo proprio sdoppiati nel lavoro e nelle passioni, attratti dall’Archivio e da Perrotta a volte in parti uguali. In una vita lavorativa che è diventato un sorprendente equilibrismo, abbiamo preso parte al Progetto Ligabue che ci ha regalato grandi soddisfazioni e siamo attrezzati per nuove sfide. 

È tutto.

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