Mario, ti do un bacio

Il 21 gennaio 2015 con Luigi aspettavo Mario Dondero all’ingresso della mostra alle Terme di Diocleziano. Era una mattina piovosa. Immaginavo di vederlo sbucare al cancello, senza riparo,  con la solita andatura pacata e l’aria di chi non si scompone per qualche goccia di pioggia.
C’eravamo dati appuntamento. Ma si sa che gli appuntamenti con Mario hanno variabili impreviste.
Attendevo, semplicemente. Avevo smesso da anni di chiamare il cellulare di Mario. L’idea che avesse un cellulare ha creato solo qualche settimana di giubilo fra i suoi amici, fino a quando ci siamo resi conto che per Dondero avere un cellulare era come possedere un soprammobile.

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Mario Dondero, foto di Luigi Burroni

Avevo improvvisato questa visita per farmi un regalo: vedere la sua mostra più completa con lui, concedermi il lusso di saltare da un continente all’altro, da un volto all’altro con le sue accensioni di memoria così ipnotiche e ammalianti.
Quando un paio di giorni prima l’ho chiamato per dirgli che ci capitava l’occasione di venire a Roma, lui stava già male e Laura mi disse che vedeva molto improbabile per Mario muoversi da Fermo. Ma lui ha voluto prenderle il telefono di mano e mi ha rassicurato che ci saremmo visti a Roma. Eravamo abituati alle apprensioni di Laura e alle continue trasgressioni di Mario.
Ho atteso ancora, ma stavolta non sarebbe venuto e non lo avrei visto mai più. Non lo sapevo, non potevo temerlo. Laura mi disse al telefono che si era sentito molto male la sera prima e che era molto dispiaciuto per questo appuntamento mancato. Le dissi di non preoccuparsi, eravamo felici di vedere la mostra per conto nostro e ci saremmo tornati con lui. Comprai il catalogo e l’ho tenuto per tanto tempo in bella vista sulla scrivania con il proposito di farmelo autografare alla prima occasione. Continua a leggere

La fiera dei buoni propositi

Sarà così per tutti che la prima volta alla Fiera Fa’ la cosa giusta, se hai uno stand da curare torni con l’inventario delle cose che ti sei persa più lungo di quello delle cose che hai fatto.
Ero partita con buone intenzioni, mettendo nei “preferiti” della app una quantità di incontri che solo per seguirne la metà dovevo essere ubiqua.
Poi mi ero data un po’ da fare a taggare su facebook e cercare su twitter chi sapevo essere in fiera per invitarlo al nostro stand.
E una volta in fiera, già dal giorno del montaggio di giovedì, mi sono resa conto che gli stand imperdibili erano tantissimi e già mi vedevo a spendere non so quali cifre in cose da mangiare, indossare, portare a casa come arredi o complementi…
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Regalami una rosa

RECUPERO DAL VECCHIO BLOG – pubblicato il martedì, 5 febbraio 2013

Ci ho pensato e pensato e pensato.
Non mi metto mai così in gioco, perché ho paura di avere aspettative che possano andare incontro a delusioni. Perché non so se è il caso, se è opportuno… Per tante altre ragioni.

Tranquilli, non mi candido.

Sono alla vigilia del mio 50esimo compleanno. Tappa che, inutile dire, impone almeno una riflessione, un giorno di pausa, un pensiero melanconico al pezzo di vita già passata, in fretta. Troppo in fretta. E uno entusiasta verso l’altro pezzo che rimane da vivere.
Una linea di demarcazione c’è. Inutile mascherarsi.
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