Fundraiser con orgoglio

RECUPERO DAL VECCHIO BLOG – pubblicato il sabato, 28 giugno 2014

Mi è mancato il Festival del Fundraising. Costretta l’anno passato a rinunciare in corso d’opera, ho dovuto saltare la tappa ai box per cambiare le gomme e ripartire.
E ora che sono di ritorno dall’edizione 2014 con tutti gli stimoli stampati in faccia da un sorriso che deve essere un po’ ebete, capisco quanto mi è mancato.
Negli sguardi complici di amici e colleghi fundraiser.
Nello sprint dei relatori internazionali.
Nell’imbarazzo per la scelta delle sessioni che non ti bastano i giorni per seguire tutte quelle che vorresti.
Nei commenti ammirati che ricevo ogni volta che racconto dell’Archivio dei diari e di come fare il mestiere più bello del mondo nel tuo luogo del cuore equivalga a sentirsi ogni giorno baciati in fronte dalla fortuna.
E di nuovo questo sorriso ebete.
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Essere una fundraiser

RECUPERO DAL VECCHIO BLOG – pubblicato il sabato, 18 maggio 2013

Il Festival del Fundraising è come un ritiro calcistico per me. L’appuntamento che aspetto ogni anno con trepidazione e gioia. Un momento di stacco dal lavoro ma finalizzato a ricaricarmi per fare il mio lavoro meglio possibile. La grande possibilità di confronto, di formazione, di scambio, di crescita, anche di messa in gioco e di autocritica. Perché pensi di fare bene fino a che non vedi davvero come si fa, come si comportano gli altri.
Mi serve per mettermi in discussione – pratica salutare per non doversi misurare sempre e solo con il proprio ego – e anche per avere qualche conferma di essere nella giusta strada. Mi sprona e mi frena. Mi entusiasma e mi demoralizza, soprattutto nel confronto con gli altri Paesi.
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Regalami una rosa

RECUPERO DAL VECCHIO BLOG – pubblicato il martedì, 5 febbraio 2013

Ci ho pensato e pensato e pensato.
Non mi metto mai così in gioco, perché ho paura di avere aspettative che possano andare incontro a delusioni. Perché non so se è il caso, se è opportuno… Per tante altre ragioni.

Tranquilli, non mi candido.

Sono alla vigilia del mio 50esimo compleanno. Tappa che, inutile dire, impone almeno una riflessione, un giorno di pausa, un pensiero melanconico al pezzo di vita già passata, in fretta. Troppo in fretta. E uno entusiasta verso l’altro pezzo che rimane da vivere.
Una linea di demarcazione c’è. Inutile mascherarsi.
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